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    Lunedì, 21 Dicembre 2020 09:17

    Bonus agricoltura: chiariamo i vostri dubbi

    Visti i dubbi manifestati dai nostri lettori per il cosiddetto "Bonus Agricoltura", abbiamo deciso di approfondire l'argomento con l'agronomo Gianni Demarinis.  

    Gianni è uno dei fondatori dello "Studio Tecnico Agronomico Demarinis & Iacovelli", specializzato in gestione amministrativa delle aziende agricole.

      

    L'agronomo Gianni Demarinis spiega il bonus agricoltura 2020-2021 soffermandosi su: coadiuvanti, imprenditoria femminile e abbattimento IRPEF dei redditi agrari e domenicali.

     

    Leggendo i commenti degli utenti, qualcuno chiedeva se il "bonus" potesse valere anche per i coadiuvanti agricoli o solo per i titolari di azienda.
    Innanzitutto spieghiamo che se io sono il titolare di un'azienda agricola e inserisco come coadiuvante – ovvero come persona che lavora con me - un membro del nucleo familiare (che può essere un figlio, una moglie o un fratello), questo coadiuvante viene inserito come lavoratore attivo nel nucleo familiare dell'azienda diretto-coltivatrice e può usufruire del bonus "under 40". Di conseguenza, è esente dal versamento dei contributi per i primi due anni di iscrizione. Questo si concretizza in un risparmio sulle tasse inerenti i versamenti dei contributi. I risparmi possono variare da 5 a 10 mila euro in due anni.

     

    Il bonus agricoltura si riferisce alla legge di bilancio?
    Il bonus non è che una conferma della legge di bilancio 2020, a sua volta derivata dalla legge di bilancio 2017. C'è da sollevare però una piccola postilla: la legge di bilancio del 2017 aveva previsto 5 anni di bonus, confermati anche nel 2018. Diversamente, nella legge di bilancio 2019 non c’è stato alcun tipo di aiuto. Tale mancanza è stata colmata successivamente dalla legge di bilancio del 2020-2021, ma in questo caso gli anni sono diventati solo due. I 5 anni di sgravi erano così gestiti: per i primi 3 anni era possibile avere lo sgravio del 100% dei contributi; dal 4° anno era possibile pagare una quota percentuale pari al 40% del 50%.

     

    Secondo te, Gianni, queste misure sono degli strumenti validi per le aziende?
    Incentivano soprattutto l'inserimento dei giovani. Ovviamente se si considerano 5 anni di sgravi, si tratta di uno strumento molto valido. Al contrario, due anni sono davvero irrisori per un'azienda agricola.

     

    Finora abbiamo parlato delle aziende che cominciano da zero e che hanno meno di 40 anni. Parlando invece di aziende già avviate, secondo te quali sono gli strumenti di cui questo tipo di aziende avrebbe più bisogno? Su cosa vanno maggiormente in affanno?
    Sicuramente per il versamento delle imposte e quindi dei contributi previdenziali, sia personali che della manodopera. A mio parere andrebbero incentivati sgravi sulla manodopera. Tra l'altro questo è un settore trainante e porterebbe anche a un incremento del tasso di occupazione. Se si fosse pensato a riproporre i 5 anni di sgravi e ad affiancare la misura con degli esoneri contributivi dovuti per gli operai lo strumento sarebbe stato davvero un valido aiuto per le aziende. Perché la zavorra di un'azienda risiede proprio nella contribuzione degli operai.

     

    Ritornando sempre all'articolo, si parlava anche di imprenditoria femminile. 
    Per l'imprenditoria femminile la legge propone un mutuo agevolato a tasso zero rivolto, ovviamente alla donne, che aprono un'azienda agricola. Questo mutuo sarebbe però valido solo nel momento in cui si presentano progetti di grandissima portata. Si tratta di un nodo importante per i produttori del Sud Italia, perché il nostro tessuto produttivo è polverizzato. Le aziende agricole che nascono, infatti, sono solitamente di dimensioni medio-piccole. Lo strumento proposto presenta dei pesi burocratici importanti da affrontare e risulta inutile per le aziende agricole di piccole e medie dimensioni.

     

    Il ragionamento che proponi è valido pensando ad una singola azienda. Ma se immaginassimo, invece, una cooperativa, una società tra donne o una OP tutta al femminile?
    In questo caso sì, perché cominceremmo a parlare di progetti della durata di circa 15 anni. Lo strumento, d’altra parte, è valido se le cifre di investimento raggiungono almeno i 300mila euro. Inoltre c’è da aggiungere che i progetti di nicchia sono quelli più validi perché favoriscono l'occupazione e l'apertura di nuove aziende. Lo strumento è pensato per la realizzazione di progetti integrati di filiera o di più progetti di filiere che si intersecano tra loro.

     


    Infine nell'articolo si parlava anche dell’abbattimento IRPEF dei redditi agrari e domenicali.

    Il commento a questo punto della legge di bilancio è un po’ quanto precedentemente accennato. Le nostre aziende agricole, essendo perlopiù di piccole dimensioni e di estensioni ridotte, sviluppano redditi agrari e dominicali (che si evincono dalle visure catastali) davvero bassissimi, nell’ordine di qualche centinaia di euro. Al contrario, se si tratta di un'azienda di moltissimi ettari, ovviamente lo strumento diventa importante. Anche in questo caso, quindi, la misura favorisce o è pensata solo per i grandi possessori terrieri.

     

    Autore: Teresa Manuzzi
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